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Paolini da sogno, doppia semifinale al Roland Garros

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Il suo sorriso ha conquistato il pubblico parigino. Come le sue giocate e la sua grinta. E’ un Roland Garros da sogno quello che sta vivendo Jasmine Paolini che dopo aver raggiunto per la prima volta i quarti di uno Slam si supera e battendo Elena Rybakina (numero 4 al mondo, campionessa di Wimbledon 2022) approda anche in semifinale. Ma non basta perchè, poche ore dopo, in coppia con Sara Errani, entra in semifinale anche nel torneo di doppio, grazie alla vittoria sulla statunitense Emma Navarro e sulla russa Diana Shnaider. E con Paolini, sorride anche l’Italia, che con Jannik Sinner, Simone Bolelli e Andrea Vavassori è in semifinale in tutte le categoria del tabellone di un torneo major, evento più unico che raro.

E’ un 2024 ricco di prime volte per la 28enne toscana che da lunedì, comunque vada, sarà nella top ten mondiale. ‘Jas’ è la quarta azzurra al penultimo atto all’ombra della Tour Eiffel dopo Francesca Schiavone (2010, quando vinse il torneo, e 2011, finalista), Sara Errani (2012, poi arrivata in finale) e Martina Trevisan (2022). Ed è la quinta italiana a conquistare un posto nell’élite mondiale dopo Schiavone (n.4 WTA), Errani (n.5 WTA), Flavia Pennetta (n.6 WTA) e Roberta Vinci (n.7 WTA). Un successo senza precedenti per il tennis tricolore: per la prima volta un italiano (Jannik Sinner, nuovo numero uno del mondo) e un’italiana in semifinale al Roland Garros nello stesso anno in singolare.

“E’ una sensazione incredibile, è stato un match davvero tosto. Nel secondo set mi sono fatta prendere un po’ dall’emozione: mi sono detta, va bene, lei è una campionessa e può succedere. Poi mi sono rimessa lì a colpire ogni palla ed eccomi qui”. E’ incontenibile la gioia di Jasmine Paolini dopo la vittoria su Elena Rybakina, la sua prima contro una Top 5 in uno Slam. “Ho cercato di restare sempre nello scambio, di dimenticare quel che era successo nel secondo set, sono cose possono succedere, il tennis è così e bisogna accettarlo. L’importante è stato poi tornare a lottare” ha aggiunto. La toscana ha ringraziato i tifosi presenti sul Philippe Chatrier. “Grazie a tutti, era la prima volta che giocavo su questo bellissimo campo, è una gioia e un privilegio e sono contenta di aver centrato la vittoria alla mia prima partita perché è uno dei campi più belli al mondo”.

Paolini ha battuto 6-1 4-6 6-4, dopo oltre due ore di lotta, la russa con passaporto kazako Elena Rybakina, n.4 del ranking e del seeding. Ora in semifinale Paolini dovrà vedersela con la ‘baby prodigio’ russa Mirra Andreeva, 17enne di Krasnojarsk, n.38 WTA che nei quarti ha battuto la n.2 dal mondo, la bielorussa Aryna Sabalenka con il punteggio di 6-7 6-4 6-4 in 2 ore e 29 minuti di gioco. Come per la Paolini, anche per la giovanissima Andreeva si tratta della prima semifinale in uno Slam. Nel doppio, le azzurre si sono imposte 6-3, 6-3, in un’ora e 11 minuti, la coppia Navarro-Shnaider, e in semifinale se la vedranno con l’ucraina Marta Kostyuk e la romena Elena Ruse.

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Tennis: Jasmine Paolini quinta nel ranking Wta

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Jasmine Paolini si conferma al quinto posto del ranking Wta. Pressoché invariate la prime 10 posizioni della classifica mondiale che vede in testa Iga Swiatek. Alle spalle della polacca la bielorussa Aryna Sabalenka, la statunitense Jessica Pegula e la kazaka Elena Rybakina. Dietro l’italiana la statunitense Coco Gauff, la cinese Qinwen Zheng e la statunitense Emma Navarro. Esce dalla top 10 la ceca Barbora Krejcikova (undicesima) a vantaggio della greca Maria Sakkari (nona) e della statunitense Danielle Collins (decima).

1. Iga Swiatek (POL) 10885 pts

2. Aryna Sabalenka (BLR) 8716

3. Jessica Pegula (USA) 6220

4. Elena Rybakina (KAZ) 5871

5. Jasmine Paolini (ITA) 5398

6. Coco Gauff (USA) 4983

7. Zheng Qinwen (CHI) 3980

8. Emma Navarro (USA) 3705 9. Maria Sakkari (GRE) 3416 (+1)

10. Danielle Collins (USA) 3178 (+1)

 

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Tennis: Sinner in testa al ranking Atp. nove italiani in top 100

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Jannik Sinner è saldamente al comando della classifica Ata. L’italiano guida con 11180 punti davanti il tedesco Alexander Zverev (6875) e allo spagnolo Carlos Alcaraz (6690), Quarto Novak Djokovic (5560). Invariate le prime 20 posizioni del ranking mondiale.

  • 1. Jannik Sinner (ITA) 11180
  • 2. Alexander Zverev (GER) 6875
  • 3. Carlos Alcaraz (SPA) 6690
  • 4. Novak Djokovic (SRB) 5560
  • 5. Daniil Medvedev (RUS) 5475
  • 6. Andrey Rublev (RUS) 4645
  • 7. Taylor Fritz (USA) 4060
  • 8. Hubert Hurkacz (POL) 4060
  • 9. Casper Ruud (NOR) 4010
  • 10. Grigor Dimitrov (BUL) 3965
  • 11. Alex De Minaur (AUS) 3655
  • 12. Stefanos Tsitsipas (GRE) 3390
  • 13. Tommy Paul (USA) 3005 14. Holger Rune (DAN) 2780
  • 15. Sebastian Korda (USA) 2585
  • 16. Frances Tiafoe (USA) 2560
  • 17. Ben Shelton (USA) 2490
  • 18. Ugo Humbert (FRA) 2370
  • 19. Lorenzo Musetti (ITA) 2345
  • 20 Jack Draper (GBR) 2315

Primo degli azzurri, dopo Sinner, è Lorenzo Musetti che è 19mo.

Ma sono ben nove gli italiani tra i primi 100:

  • Flavio Cobolli (32)
  • Matteo Arnaldi (33)
  • Luciano Darderi (41)
  • Matteo Berrettini (43)
  • Lorenzo Sonego (50)
  • Fabio Fognini (78)
  • Luca Nardi (86)

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Sinner tifoso eccellente spinge l’Italia, Olanda battuta

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Forse ispirati dal sostegno del tifoso eccellente Jannik Sinner, che la sera prima, a cena, aveva anche tenuto un discorso alla squadra, a Bologna Matteo Berrettini e Flavio Cobolli non hanno tradito le attese, e battendo rispettivamente Botic Van de Zandschulp e Tallon Griekspoor hanno regalato all’Italia il successo sull’Olanda e anche la certezza del primato nel girone che ha dato loro l’accesso alle finali di Coppa Davis che si svolgeranno a Malaga, dove è presumibile che il n. 1 del mondo ci sarà non solo per fare il tifoso. L’obiettivo dell’Italtennis, nemmeno tanto nascosto, è di riconquistare l’insalatiera, intanto i successi dell’Unipol Arena sono un bel viatico sulla via della speranza di farcela.

Ad aprire le danze è stato Berrettini, che a fine partita per prima cosa è andato ad abbracciare proprio Sinner, con il quale prima del match aveva chiacchierato a lungo, e la cui presenza, ha poi spiegato Matteo, “mi ha dato una bella spinta e anche un po’ di pressione. Ma Jannik – ha aggiunto parlando a Super Tennis – è stato la ciliegina di una settimana spettacolare”. Per poi aggiungere che a Malaga “ci proveremo con tutto noi stessi e spero di esserci. Abbiamo il giocatore più forte del mondo, la squadra più compatta del mondo e il tifo più caldo del mondo”.

Intanto battere Van de Zandschulp in 2 ore e 22′ di gioco, è stato più complicato del previsto perché il tennista romano ha vinto in rimonta dopo aver ceduto al rivale il primo set, perso per 6-3. In campo non c’era il Berrettini migliore, che però è stato capace di riprendersi l’incontro, nonostante nel secondo set abbia sprecato troppo, leggi sei palle break. Tutto ciò non gli ha comunque impedito di imporsi per 6-4, per poi ripetersi, con identico punteggio, nel terzo set. “Tutta la squadra mi ha spinto al successo – ha poi voluto sottolineare Matteo -. E poi sarà l’aria di casa, il pubblico, il fatto che giocare davanti a voi è speciale e che l’ho sognato fin da quando ero bambino.

Oggi mi aspettavo un match difficile, e il mio avversario mi ha sorpreso in positivo ma alla fine era un break, sapevo che dovevo stringere i denti e provare a strapparne uno, e così è stato nel secondo mentre nel terzo me ne sono serviti due. Sono orgoglioso di come ho lottato oggi perché così è davvero speciale”. Sorride anche l’esordiente Flavio Cobolli che, contro Griekspoor, ha vinto di testa e di cuore. Il romano è sceso in campo dopo il successo dell’amico Matteo Berrettini su Botic Van de Zandschulp, contro il numero 1 olandese Tallon Griekspoor. E ha iniziato al meglio, vincendo il primo set al tie-break 7-4.

Ma l’olandese ha allungato il match al terzo set, in cui è stato bravo a sapersi isolare da cori, tamburi e assordanti trombette, ma alla fine non è stato abbastanza per vincere. Cobolli, che ha evidenziato progressi concreti, ha chiuso il match con un diritto lungolinea da sinistra che per l’azzurro e tutto il pubblico è stato anche un grido di vittoria. “Ho realizzato il sogno che avevo da bambino – le parole del giovane romano -, sono contento e fiero di me stesso. Questa non è la vittoria mia, ma di squadra. Senza il calore e supporto di tutti non sarebbe finita così. Sinner? Prima della partita mi ha detto di divertirmi, detto da lui è molto importante per me”.

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