Ancora una vittoria per il Napoli: archiviata la pratica Cagliari con un 2-0. Gli azzurri davanti al proprio pubblico -allo stadio Diego Armando Maradona- contro i sardi vincono e sono di nuovo in testa alla classifica, da soli. Il risultato poteva essere ancora più tondo per quello che i partenopei hanno dimostrato. L’importante è seguire il trend positivo e inanellare in questa fase quanti più punti è possibile.
Napoli comanda la serie A a 18 punti (punteggio pieno) il Milan segue a 16.
“Squadra che vince non si cambia”. Rispetto alla formazione che ha asfaltato giovedì scorso la Sampdoria a Genova solo una variazione: Politano al posto di Lozano. Poi tutto come a Genova con Rrhamani titolare avendo smaltito il piccolo infortunio patito nel corso dell’ultima gara.
Luciano Spalletti ritrova Mertens e Demme in panchina. Non è questa la partita del turnover, la migliore condizione – per Spalletti – si ottiene con il minutaggio, qualche avvicendamento è rimandato eventualmente a giovedì quando il Napoli affronterà lo Spartak Mosca in Europa League.
Il Napoli gioca dunque con Ospina in porta, Rrahmani e Koulibaly centrali, Di Lorenzo e Mario Rui terzini, Anguissa e Fabian a presidio del centrocampo, e il trio in attacco Politano, Zielinski e Insigne alle spalle del bomber Osimhen. Il capitano Lorenzo Insigne è stato premiato prima del fischio d’inizio per la sua gara n. 400 col Napoli (Napoli – Juventus). Per lui realizzata una maglia celebrativa speciale consegnata dal vice presidente Edoardo De Laurentiis.
Si parte. Primi minuti di studio delle due squadre: il Cagliari, notoriamente una squadra ostica, guidata dall’ex di turno, Walter Mazzarri prova a giocare la sua partita. Il Napoli inizia ad impostare bene e con i suoi uomini in attacco fa paura a chiunque. Al 11′ arriva già il gol: Anguissa lancia Zielinski bravo a servire al centro Osimhen che sul primo palo trafigge Cragno per l’1-0.
Il Cagliari reagisce e si rende pericoloso al 19′ con Caceres fermato in calcio d’angolo. Ma il Napoli riesce sempre a costruire e a creare scompiglio nella retroguardia avversaria. Il solito Osimhen al 24′ e al 30′ e Fabian al 27′ ci provano da fuori area sfiorando il 2-0. Al 35′ tiro al volo di Politano: respinge in due tempi Cragno. Il Napoli dà lezione di calcio e sciorina triangolazioni sopraffine.. con il suo centravanti presente in ogni dove, che con la sua fisicità difficilmente perde un contrasto. In difesa il ‘comandante’ Kalidou Koulibaly fa buona guardia. Buona anche la prestazione di Mario Rui. Il primo tempo si chiude ‘solo’ 1-0 per il Napoli, che avrebbe meritato di più.
Il secondo tempo si apre secondo lo stesso copione: Cagliari chiuso in difesa, Napoli teso a scardinare il catenaccio per chiudere la partita. Ci prova al 51′ Osimhen (sempre lui) con un’azione personale da centrocampo, il suo tiro però è preda del portiere.
Al 57′ è sempre il nigeriano ad essere protagonista. Penetra in area dalla destra ma termina a terra per opera di Godin. Calcio di rigore. Dal dischetto Insigne con un tiro forte e preciso insacca per il 2-0. Il pubblico va in visibilio, cori solo azzurri.
Al 64′ spreca Zielinski una giocata super di Anguissa anche lui tra i migliori, il suo tiro finisce al lato.
Al 66′ viene ammonito Osimhen per una caduta in area, per l’arbitro è simulazione.
Al 67′ doppio cambio per gli azzurri: dentro Elmas e Lozano, fuori Zieliński e Politano. Stanchissimo esce anche Osimhen per Petagna e Insigne per Ounas. Negli ultimi 10 minuti il Napoli amministra forze (tanti impegni ravvicinati costano un po’ di stanchezza) e risultato, eppure continua a creare azioni pericolose con Elmas e Ounas. C’è anche il tempo per rivedere in campo Diego Demme dopo l’infortunio, prende il posto di Fabian Ruiz. Vince il Napoli 2-0 ed è di nuovo capolista.
L’emergenza in casa Juve non accenna a rientrare, anzi durante la pausa per le nazionali si è accentuata ancora di più. “Abbiamo perso Cabal per lungo tempo, a Milano mancheranno anche Bremer, Adzic, Nico Gonzalez, Douglas Luiz e Milik. E anche Vlahovic che non ci sarà”, il quadro degli assenti fatto da Thiago Motta, alla vigilia della sfida contro i rossoneri. “Mi dispiace per chi non ci sarà perché questa è una bellissima partita, vorrebbero giocarla tutti – aggiunge, in vista del big-match alla ‘Scala’ del calcio – e i privilegiati che scenderanno in campo daranno il massimo: cercheremo di portare la sfida dalla nostra parte, dovremo dare ancora di più per non far notare le assenze e ci metteremo massimo impegno e grande concentrazione”. Nonostante il suo forfait e i dubbi sul suo rientro.
“Non so ancora se Dusan ci sarà contro l’Aston Villa, lo vedremo nei prossimi giorni” la risposta di Thiago Motta, l’argomento più chiacchierato durante la conferenza è stato proprio Vlahovic: tutta colpa di quella uscita infelice di qualche giorno fa. “È più semplice per me giocare insieme ad un altro attaccante, perché quando presso e rincorro gli avversari poi rischio di arrivare stanco e meno lucido in fase di finalizzazione” le parole finite nel mirino della critica. E sono arrivate anche dalle parti della Continassa, come conferma lo stesso allenatore: “Abbiamo parlato, siamo d’accordo ed è la cosa più importante – il retroscena raccontato da Thiago Motta – perché tutti i miei giocatori sanno cosa dobbiamo fare e so che lo faranno, sia in fase difensiva sia in quella offensiva: si tratta di un obbligo e un dovere, non è un’opzione”.
Chiusa la querelle, si apre il dilemma della prima punta: chi sarà il riferimento offensivo della Juve a San Siro? “Tutti i ragazzi hanno caratteristiche diverse, al di là di attaccanti centrali o centrocampisti, e questa è una cosa interessante – afferma il tecnico – perché danno alternative e soluzioni diverse, sarà così anche a Milano”.
L’idea è quella di alternare Weah e Yildiz tra la zona centrale e le corsie esterne, anche per non dare punti di riferimento alla difesa del Milan. E soprattutto l’americano è in un periodo di forma impressionante: “Mi piace tutto quello che fa, oltre ovviamente ai gol, ed è un giocatore interessante perché aiuta, è generoso, responsabile, capisce di cosa ha bisogno la squadra, quali sono le consegne, cosa chiediamo – i complimenti per l’ex Lille – e siamo contenti che sia con noi, che sia in forma, che dia il suo contributo sia dall’inizio che a partita in corso”. In difesa ci saranno Gatti e Kalulu, il francese tornerà da ex ad affrontare il Milan: “La cosa più importante è che lui è sempre voluto venire, dal primo giorno che è arrivato si è messo sempre a disposizione del gruppo – dice di lui Thiago Motta – ed è anche leader a modo suo: parla poco, ma lo fa nel modo giusto e non deve cambiare nulla in lui”. Infine, c’è spazio per una battuta sul tennis: “Non so chi sia il Sinner della Juve, non mi piace proprio fare paragoni – conclude il tecnico – poi Jannik è un fenomeno del tennis e dello sport: gli auguro di continuare così la sua carriera eccezionale”.
Il Maraduno 2024, evento dedicato all’immortale Diego Armando Maradona, celebrerà una figura chiave nella storia recente del Pibe de Oro: l’avvocato Angelo Pisani, colui che ha restituito giustizia e onore alla leggenda del calcio. Durante la manifestazione, che si terrà il 24 novembre 2024 presso l’Edenlandia di Napoli, Pisani riceverà un Premio Speciale per il suo straordinario contributo nella difesa legale di Maradona.
Un gesto di amore e giustizia per Maradona
Angelo Pisani è stato l’artefice dell’assoluzione di Maradona dall’ingiusta accusa fiscale che per anni ha gravato sulla sua figura. Un successo legale che va oltre le aule di tribunale, diventando un gesto simbolico per Napoli e per tutti coloro che vedono in Maradona non solo un calciatore, ma un eroe che ha donato sogni e orgoglio al popolo partenopeo.
Grazie alla sua competenza, determinazione e al profondo legame con la figura di Diego, Pisani ha difeso non solo il mito del campione, ma anche l’onore di un’intera città.
Il tributo del Maraduno 2024
Il riconoscimento assegnato ad Angelo Pisani durante il Maraduno 2024 celebra non solo il successo legale che ha liberato Maradona da ogni ombra, ma anche il suo impegno nel preservare la memoria e la dignità di una figura che continua a ispirare generazioni.
“Grazie, Avvocato Pisani, per aver difeso un pezzo del cuore di Napoli. La tua passione e tenacia hanno reso la figura di Diego ancora più grande e libera da ingiustizie”, è il messaggio che accompagna il tributo.
Un momento emozionante per Napoli e i fan di Maradona
Il Premio Speciale a Pisani rappresenta uno dei momenti più significativi del Maraduno 2024, una giornata di festa, memoria e celebrazione del legame unico tra Diego e Napoli. L’evento sottolinea come la figura di Maradona sia molto più di un simbolo sportivo: è un patrimonio culturale e umano che Napoli custodisce con orgoglio.
Allenatore, manager, motivatore e psicologo. Claudio Ranieri si è ritrovato a fare tutto per la sua Roma in questi primi giorni di preparazione e avvicinamento al suo terzo esordio in giallorosso, ma non lo paragonate a Harry Potter. “A questa Roma non serve un mago – spiega a due giorni dalla sfida con il Napoli, anticipando la conferenza al venerdi’ come da tradizione british – una persona normale che gli dia fiducia e che piano piano risolva i problemi del malato, se è così”.
Per questo da quanto è rientrato a Trigoria non ha fatto altro che lavorare sulla testa dei calciatori cercando di spazzare via insicurezze e paure, ma non le pressioni. “Senza, non sarei qui – dice ancora -. Io ho sempre cercato di tirar fuori il bambino che è nei calciatori. Dobbiamo fare di tutto per tornare quei bambini che eravamo, anche se oggi siamo adulti e abbiamo delle responsabilità. Voglio che tirino fuori il sogno che avevano da piccoli. Facciamo il lavoro più bello del mondo e ci pagano. Alle avversità si reagisce. Questa è gente che ha giocato bene e sa come si fa”.
Così come chiede una reazione al suo capitano, Lorenzo Pellegrini, un romano atipico secondo Ranieri perché “è molto introverso” e “soffre dentro”, ma “sono convinto che anche lui saprà reagire”. Certo adesso va dimostrato e il Napoli capolista non è l’avversario più comodo per poterlo fare, soprattutto senza un giocatore come Dybala. L’attaccante argentino è tornato oggi ad allenarsi parzialmente con il gruppo e a disposizione resta solo l’allenamento di domani per valutare se portarlo o meno al Maradona. Il problema è ormai noto, il calciatore non è infortunato, ma i dolorini e la sensazione di non essere al 100% persistono, così Ranieri non ha ancora sciolto le riserve sul centravanti.
“Parlerò con lui e i fisioterapisti – racconta il tecnico -. Sicuramente dobbiamo aiutare il ragazzo. Se ha questo fastidio va risolto, se non ha nulla allora dobbiamo capire perché sente comunque questo fastidio. Ci ho parlato in questi giorni, lui è positivo e propositivo. Io non sono di quelli che rischia i giocatori, meglio non averlo una gara che per un mese”. Dunque con il Napoli potrebbe essere risparmiato per averlo al meglio contro Tottenham e Atalanta, perché la prima settimana di Ranieri è di quelle terribili. Ma solamente la rifinitura di domani sarà in grado di fornire ulteriori indicazioni. Intanto in gruppo è tornato a lavorare Hummels che sarà regolarmente convocato, anche se nelle prove di 4-3-3 di questi giorni la coppia di titolari provata è sempre stata quella composta da Mancini e Ndicka.