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Covid, Campania: 72.000 adesioni tra 50-59 anni

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Dopo il via libera arrivato ieri sera, in poche ore, gia’ sono 72.000 i cittadini campani che hanno dato l’adesione per la vaccinazione della fascia 50-59 anni che e’ stata aperta oggi. In tutto, dai dati Istat, in Campania ci sono 868.000 cittadini di questa fascia d’eta’ che raccoglie una fetta notevole di persone che lavorano. Le convocazioni, come precisa il messaggio che si riceve al momento della registrazione, si attiveranno con l’arrivo di nuovi quantitativi di vaccini. Resta intanto ancora aperta l’adesione dei cittadini della fascia do eta’ 60-69 anni che sono in Campania 670.000. Di questa categoria hanno aderito sinora 202.000 cittadini a cui va aggiunta una larga fetta di cittadini che hanno aderito nell’ambito delle categorie professionali che venivano usate nei mesi precedenti come docenti universitari, dirigenti e docenti scolastici, personale ATA, forze dell’ordine. In tutto, si stima da fonti dell’Unita’ di Crisi della Campania circa 200.000 cittadini di quella fascia d’eta’ non hanno ancora aderito. Le autorita’ sanitarie regionali continueranno a stimolarne l’adesione anche attraverso i medici di base o con iniziative come quella messa in campo domenica dall’Asl Napoli2 che ha fatto una giornata di vaccinazioni libere ai 60-69, senza convocazioni, che ha avuto buoni risultati. Intanto si registra un calo della curva del contagio in Campania. Infatti, si registrano oggi 1.654 positivi – 1126 asintomatici e 528 sintomatici – su 18.035 tamponi effettuati. Il tasso e’ del 9,17% rispetto all’11,28 di ieri. 37 i morti, per un totale di 6305 complessivi da inizio pandemia. Cala l’occupazione di posti in terapia intensiva (136 oggi rispetto ai 141 di ieri) e di degenza ordinaria (1506 a fronte dei precedenti 1527). L’Unita’ di crisi della Regione Campania comunica che i cittadini che hanno effettuato regolarmente l’adesione alla campagna vaccinale in categorie specifiche (docenti universitari, dirigenti e docenti scolastici, personale ATA, etc…) sono stati automaticamente collocati dal sistema telematico nella rispettiva fascia d’eta’. Le Asl competenti procederanno alla loro convocazione. La riallocazione delle categorie come docenti universitari, dirigenti e docenti scolastici e personale ATA e’ stata decisa in Campania rispettando l’ordinanza del commissario nazionale per il covid19 Francesco Paolo Figliuolo che impone di procedere per fasce di eta’. Ovviamente, ricordano fonti dell’Unita’ di Crisi della Campania, questa ricollocazione riguarda solo chi deve fare ancora la prima dose del vaccino. Tutti coloro che hanno gia’ ricevuto la prima dose verranno invece convocati per il richiamo regolarmente secondo il timing della seconda dose e non aspettando che parta la propria fascia di eta’.

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Covid, ok Ue a vaccino aggiornato di Moderna contro JN.1

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Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio per la formulazione aggiornata del vaccino contro Covid-19 di Moderna. Il nuovo vaccino è indirizzato contro la variante JN.1. Lo ha reso noto l’azienda. Si attende ora la decisione definitiva della Commissione europea. “Dato che le malattie respiratorie aumentano durante i mesi invernali, è fondamentale che le persone si proteggano vaccinandosi con un vaccino Covid-19 aggiornato”, ha detto in una nota Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. La raccomandazione di inserire la variante JN.1 nel vaccino di questa stagione era stata espressa dalla Emergency Task Force (ETF) dell’Ema lo scorso aprile e poi confermata dalla stessa agenzia a luglio. Esiste, però, anche una versione del vaccino aggiornata alla variante KP.2 – ceppo discendente da JN.1 – approvata nelle scorse settimane in Usa. L’azienda non ha anticipato quando inizierà la distribuzione del prodotto, ma ha reso noto che l’Unione Europea sta partecipando a una procedura di gara per i vaccini a mRNA attraverso l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA).

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La Corte Ue per diritti dell’uomo boccia sanitari novax

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Curve Covid stabili. Verso l'estate senza mascherine

La Corte europea per i diritti dell’uomo, dopo la Corte Costituzionale italiana, boccia i sanitari novax che durante l’emergenza Covid-19 rifiutarono nel 2021 la somministrazione del vaccino essendo per questo sospesi dalla loro funzione. Con una sentenza pubblicata il 29 agosto, la Corte europea afferma infatti che non vi fu violazione dei diritti, ritenendo “manifestamente infondata” l’accusa di discriminazione. Intanto, il presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, invita a non sottovalutare la persistente diffusione del virus ed a proteggere i soggetti fragili. I sanitari che hanno fatto ricorso alla Corte Ue sono 26: 19 sammarinesi, 6 italiani e uno di nazionalità moldava, tutti impiegati presso l’Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino. Avevano rifiutato la vaccinazione contro il Covid-19 ed erano stati sospesi per questo dalla loro attività di operatori sanitari, per poi essere reintegrati passata la fase di emergenza. Secondo la Corte, non vi fu però violazione dei diritti e le misure adottate furono proporzionate e giustificate al fine della protezione della salute della popolazione in generale, compresi i richiedenti. “L’obiettivo delle misure – si legge infatti nella sentenza – era proteggere la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, nel contesto di una pandemia che aveva rappresentato un grave rischio per la popolazione in generale”.

Ed ancora: “Le persone non vaccinate erano più vulnerabili alle gravi conseguenze della malattia”. Le parti hanno ora tre mesi di tempo per fare ricorso. La Corte Europea, afferma Anelli, “promuove le misure adottate durante il Covid e le considera non sproporzionate e adeguate per la tutela della salute pubblica e per garantire le necessarie condizioni di sicurezza anche nei confronti delle persone non vaccinate, in quanto più vulnerabili alle gravi conseguenze della malattia”. La sentenza della Corte Ue, rileva, “segue quella della Corte Costituzionale italiana, che aveva sottolineato che le misure adottate dal legislatore al fine di prevenire la diffusione del virus, limitandone la circolazione, non possano ritenersi né irragionevoli né sproporzionate”. Una sentenza che arriva mentre il virus SarsCoV2 continua a diffondersi, anche se i dati italiani segnano attualmente una fase di stabilizzazione dei contagi. Medici ed epidemiologi esortano tuttavia a non abbassare la guardia, ribadendo come le persone fragili siano maggiormente a rischio e vadano protette anche per mezzo di un nuovo richiamo vaccinale.

I dati sul Covid “sono sicuramente sottostimati perchè buona parte dei cittadini non fa più i tamponi ed oggi – spiega Anelli – non abbiamo una reale percezione di quello che sta avvenendo. Personalmente, però, ogni giorno faccio diagnosi di Covid, largamente diffuso al momento soprattutto tra i giovani”. Il Covid, nella forma attuale, precisa, “non sta creando seri problemi: si presenta in genere come una influenza più forte che si autorisolve nel giro di pochi giorni. Tuttavia, il problema sussiste per gli anziani con malattie importanti che possono andare incontro a scompenso anche grave. E’ pertanto opportuno raccomandare il tampone se si hanno sintomi simili all’influenza, per essere coscienti del proprio stato ed evitare il contatto con soggetti fragili se si è positivi”. Quanto alla prossima campagna vaccinale, “al momento non abbiamo indicazioni in merito alla somministrazione del vaccino anti-Covid – aggiunge – e aspettiamo che le autorità sanitarie ci facciano sapere come e quando iniziare la campagna vaccinale per Covid e influenza, che appare opportuna soprattutto per i malati cronici”. A fronte di una attuale stabilità dei contagi, anche l’epidemiologo Cesare Cislaghi esorta tuttavia a non abbassare la guardia: “Si sta andando verso l’autunno e l’esperienza suggerisce che il virus probabilmente circolerà maggiormente. E’ per questo che consiglio una maggior protezione vaccinale ed una maggior precauzione soprattutto a protezione dei soggetti più fragili”.

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In 7 giorni oltre 15.200 casi di Covid, +11% in una settimana

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Salgono a 15.221 i casi di Covid-19 registrati dal 22 al 28 agosto in Italia, con un aumento di circa l’11% rispetto ai 13.690 della settimana precedente (ma in calo se confrontati a quelli di due settimane fa, considerato che dall’8 al 14 agosto i contagi erano stati 16.299). In aumento anche i decessi settimanali, che sono stati 135, rispetto ai 99 del 15-21 agosto. Lo indicano i dati dell’aggiornamento settimanale sul Covid-19 in Italia, pubblicato sul sito del ministero della Salute. Il maggior numero di casi si registra in Lombardia, con 2.562 contagi tra il 22 e il 28 agosto rispetto ai 1.796 della settimana prima. Sempre in Lombardia è stata registrata circa la metà di tutti i decessi per Covid rilevati nella settimana in esame, 66. In aumento anche i tamponi: dal 22 al 28 agosto ne sono stati eseguiti 94.171 rispetto ai 72.266 della rilevazione precedente. Il tasso di positività è al 16,2%, a fronte del 18,9%.

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